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Incontro-scontro tra danza, informatica e neuroscienze in 'Relative Collider'

Una metafora dell'acceleratore di particelle “Particle Collider” che permette di studiare la natura di parti microscopiche di materia grazie allo scontro.

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Liz Santoro and Pierre Godard RELATIVE COLLIDER di the chocolate factory theater su Vimeo.

Oggi e domani, 28 e 29 Ottobre, al Teatro Vascello di Roma andrà in scena la prima nazionale dello spettacolo di danza Relative Collider, nato dalla collaborazione tra l'americana Liz Santoro e il francese Pierre Godard. L'appuntamento fa parte degli eventi della trentunesima edizione del Romaeuropa Festival, dedicata alla grande danza internazionale, e presenta un inaspettato quanto interessante incontro tra danza, informatica, matematica applicata e neuro-scienze.
In Relative Collider, la danzatrice e coreografa, nonché esperta di neuro-scienze e laureata in psicologia e biologia alla Harvard Univerisity, Liz Santoro unisce le sue ricchissime e trasversali competenze a quelle altrettanto sfaccettate e ricche del matematico, regista teatrale e dottorando in informatica alla Sorbonne di Parigi, Pierre Godard. I due danno vita a un dialogo tra corpi, materia, gigabyte e matematica applicata, come se tutti questi elementi apparentemente così lontani tra loro, una volta in scena si unissero in un'unica danza. 

Relative Collider è il secondo lavoro del duo e offre un interessante scorcio sulle modalità che mettiamo in atto quando diamo e riceviamo attenzione. Il corpo umano è regolato internamente da leggi, come quelle della meccanica ad esempio, ma deve al contempo anche sottostare alle convenzioni sociali e culturali che invece dettano le norme all'esterno: si trova quindi in uno stato di perenne mutazione e transizione.

Il titolo stesso dello spettacolo, Relative Collider, è infatti una metafora dell'acceleratore di particelle “Particle Collider,” che permette di studiare la natura di parti microscopiche di materia dopo che si sono scontrate. È come se Santoro e Godard stimolassero uno scontro tra spettatori e artisti, rendendoli due elementi che durante lo spettacolo si lanciano in rotta di collisione. Dall'incontro-scontro messo in atto deriva proprio la possibilità di accrescere la conoscenza di noi e dell'altro.

La coreografia è accompagnata e scandita dal ticchettio di un metronomo e da un testo che si compone in maniera casuale, attingendo a enormi quantità di giga di libri scaricati dall'archivio “Gutenberg Project,” che vengono poi processati informaticamente. L'aspetto giocoso creato da questo processo di composizione, unito ai movimenti fluttuanti della danza, mette proprio in moto un dialogo peculiare tra i corpi e una trasformazione mutuale in cui tutti gli elementi sono coinvolti.

Per saperne di più, consultate il programma del Romaeuropa Festival!