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Sculture d'acqua e cyberspazio: l'arte immersiva di Digitalife 2016

Shiro Takatani, Christian Partos, Kurt Hentschläger, PERCRO e il collettivo NONE ci faranno esplorare l'intersezione tra arte e tecnologia.

Tutte le immagini: courtesy di Romaeuropa Festival

Sta per tornare il DigitaLife, un importante appuntamento per tutti gli appassionati di nuove tecnologie e arti digitali, uno dei numerosi eventi in programma all'interno del RomaEuropa Festival iniziato lo scorso 21 settembre. Il DigitaLife 2016 aprirà al pubblico domani, 7 ottobre negli spazi de La Pelanda al Macro-Testaccio di Roma.

Il titolo di questa edizione è Immersive Exhibit e non a caso i diversi linguaggi artistici presenti guideranno i visitatori in una vera e propria immersione multi-sensoriale all'insegna della tecnologia applicata alle arti. Protagonisti saranno Shiro Takatani (Giappone),  Christian Partos (Svezia), Kurt Hentschläger (Austria/ USA), il laboratorio di Robotica Percettiva della Scuola Superiore Sant’Anna PERCRO (Italia) e il collettivo artistico NONE (Italia).

Shiro Takatani, nome altisonante del panorama artistico sperimentale internazionale, è da decenni autore di un uso avanguardista di tecnologie digitali e musica elettronica applicate a danza e teatro. Lo si può ricordare tra gli interpreti della prima edizione di DigitaLife nel 2010 con un'opera realizzata in collaborazione con il compositore giapponese Ryuichi Sakamoto. 

Caratteristica peculiare della  produzione artistica di Takatani è una grande fluidità d'approccio ai diversi mezzi artistici. L'esperienza percettiva che che si fa di fronte ai suoi lavori è infatti in grado di coinvolgere i sensi tutti insieme, quasi come se questi uscissero dai loro distinti campi d'azione e si mescolassero in uso congiunto creando una sinergia esperienziale totale. Una costante della sua attività è la manipolazione dell’acqua ed è quindi in linea con tutto il suo percorso l’invenzione del 3D Water Matrix, ovvero un robot in grado di scolpire vere e proprie sculture d'acqua. Il lavoro è costituito da una grande vasca in cui una cascata, controllata da 900 valvole a loro volta controllate da un computer, crea forme e visioni molto coinvolgenti così come illusori e incredibili giochi di luce. In più c'è l'animazione ST\LL ad introdurre questo nuovo mezzo per creazioni liquide.

Il protagonista della seconda opera per 3D Water Matrix proposta da Digitalife 2016 è lo scultore svedese Christian Partos, abilissimo nell'alternanza di tecniche e linguaggi artistici sempre differenti, in grado di passare con estrema agilità dall’incisione su pietra a particolari forme di robotica. Il titolo del lavoro realizzato da lui è The Sorcerer's Apprentice, opera presentata per la prima volta alla Cité des Sciences et de l’Industrie di Parigi. Le 900 valvole controllate dal pc che compongono la fontana di cui sopra sonosfruttate per creare l'illusione di una danza nello spazio prodotta da un flusso di figure. Una sorta di rimando al panta rei di Eraclito che nello scorrere unisce qui tutte le immagini, i suoni e le percezioni.

Un'altra chicca dell'edizione 2016 del DigitaLife sarà presentata dall'austriaco di nascita e americano d'adozione Kurt Hentschläger, noto per  le sue  installazioni audiovisive che fanno vivere esperienze percettive estreme. Co-fondatore del progetto di ricerca Granular Synthesis impegnato nella sperimentazione di linguaggi elettronici e digitali innovativi nel campo audiovisivo, Hentschläger presenta per Digitalife 2016, ZEE. L'installazione fa muovere il pubblico attraverso una fitta  nebbia che rende piano piano indistinguibili tutti i confini e trasforma quindi lo spazio dell'opera in uno spazio che non c'è. O meglio dire,  in uno spazio che c'è ancora ma che diviene un luogo fatto di disturbo, confusione e spaesamento in cui lo strato di nebbia è costantemente trafitto da luci strobo e martellato da suoni pervasivi.


Il laboratorio PERCRO di Pisa, è un importante centro di studi nel campo della Robotica e degli Ambienti Virtuali che svolge ricerca applicata in diverse aree come Arte e Beni Culturali, Neuroscienze e Neuroriabilitazione, ad esempio. Quest'anno    celebra i 25 anni d’attività e presentando l'evento Understanding the Other al DigitaLife 2016 invita a una riflessione sull'esperienza di trovarsi in uno spazio remoto in cui fisicamente non si è, proprio come se fossimo un'altra persona in un  altro luogo. Lo spunto sono degli studi fatti dal centro stesso sui rapporti mente-corpo e rappresenta quindi sia un invito a riflettere su come la nostra percezione possa essere con facilità manipolata artificialmente ma anche dall'altra parte, un invito a esperire una condizione diversa dalla nostra, la condizione dell'Altro.

E per finire il collettivo romano NONE che spazia tra arte, design e ricerca tecnologica creando installazioni interattive, dispositivi digitali e ambienti innovativi per mostre ed eventi. In occasione di DigitaLife 2016, Gregorio De Luca Comandini, Mauro Pace e Saverio Villirillo di NONE, presenteranno DeepDream_Act II, lavoro che porta il nome di un algoritmo scoperto casualmente da Google che funziona grazie ad associazioni visive di immagini estrapolate da un database. L'intento del gruppo è quello di collocare il pubblico visitante all'interno dell'enorme flusso di dati che contribuisce a creae sul web. In questo caso, ci si troverà a intraprendere un viaggio all'interno di un gigantesco streaming di immagini e suoni, una sorta di incubo virtuale in cui un bombardamento di dati farà perdere progressivamente ogni cognizione spazio-temporale.

La mostra Digitalife 2016 verrà inugurata domani, 7 Ottobre e sarà aperta fino al 27 novembre. Per saperne di più, e per acquistare i biglietti, andate qui!